La “cuccia” di Santa Lucia: dolce o salata che sia non deve mai mancare a casa mia!

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Che cos’è la cuccia, come nasce e perché milioni di siciliani la mangiano nel giorno di Santa Lucia?

Il 13 Dicembre di ogni anno, a poche settimane dal Natale, arriva puntuale come sempre l’appuntamento con la festa di Santa Lucia, patrona di Siracusa, protettrice della vista e santa molto cara ai devoti palermitani, i quali in questo mistico giorno si astengono dal consumare pane, pasta e farinacei in genere per abbuffarsi di arancine, panelle e cuccia.

Se ti sei perso l’articolo precedente sulle Arancine di Santa Lucia, lo trovi qui. 😉

Il miracolo di Santa Lucia e le origini della Cuccia

Secondo un’antica leggenda siciliana, nell’anno 1636 la Sicilia fu colpita da una tremenda carestia che costrinse alla fame milioni di siciliani, i quali nel disperato tentativo di arginare la piaga rivolsero le loro preghiere a Santa Lucia.

Non si sa bene con certezza se nel porto di Palermo o in quello di Siracusa, ma la mattina del 13 Dicembre arrivò un bastimento stracolmo di grano che miracolosamente pose fine alla terribile carestia che aveva afflitto la popolazione.

All’arrivo del bastimento, i siciliani affamati si precipitarono a scaricare, bollire e consumare subito il grano senza sottoporlo a molitura per alleviare più al più presto i morsi della fame, e fu cosi che grazie al miracolo di Santa Lucia nacque la “cuccia”.

Da quel giorno, a conferma dell’indissolubile legame e della straordinaria devozione che lega i Siciliani alla santa siracusana, la cuccia è diventata il cibo devozionale di Santa Lucia per eccellenza.

Cuccia, dolce o salata?

Nel giorno di Santa Lucia nelle pasticcerie di Palermo e provincia si serve una particolare variante dolce della cuccia; la cosiddetta cassata di cuccia preparata con crema di ricotta e scaglie di cioccolato, spesso guarnita con una spolverata di cannella e canditi.

Quando però parliamo della cuccia tradizionale, ci riferiamo al semplice grano bollito condito con un filo d’olio, a cui in alcune aree dell’isola vengono aggiunti ceci ed altri legumi.

Perché si chiama cuccia?

Il nome cuccia deriva proprio dal siciliano “cuocciu” (chicco in italiano) e più precisamente dal verbo “cucciari”, ovvero mangiare i chicchi dei cereali uno alla volta.

Ecco spiegata l’origine della cuccia; il piatto devozionale tanto caro ai Siciliani che non si mangia come tutti gli altri, ma categoricamente si “cuccia”!!! 😉

la ricetta della cuccia:

INGREDIENTI

  1. 1/2 chilo di frumento tenero
  2. Un pizzico di sale
  3. 1/2 chilo di ricotta di pecora
  4. 450 grammi di zucchero a velo
  5. 150 grammi gocce di cioccolato fondente
  6. Granella di pistacchio quanto basta
  7. Cannella in polvere quanto basta

Preparazione della cuccia:

  • cucinare il frumento per la cuccia

Per preparare un’ottima cuccia bisogna mettere il frumento nell’acqua tre giorni prima, cambiando l’acqua di macerazione ogni giorno. Una volta conclusa questa prima fase di macerazione, scolate il frumento e versatelo in una pentola. Ricopritelo nuovamente con acqua ed aggiungete un pizzico di sale.

Procedete alla cottura per circa 6/8 ore a fuoco molto lento e, una volta ultimata la bollitura, lasciate riposare il frumento nell’acqua per tutta la notte.

Se volete ridurre drasticamente il tempo di cottura, utilizzate una pentola a pressione, bollitelo per circa un’ora e lasciatelo poi raffreddare senza toglierlo dall’acqua.

  • preparare la crema di ricotta per la cuccia

Per preparare la crema di ricotta della vostra cuccia, iniziate a versare la ricotta in una scodella capiente, lavoratela con le fruste ad aggiungete gradualmente lo zucchero a velo. Una volta incorporato lo zucchero, lasciatela riposar per una trentina di minuti e poi aggiungete le gocce di cioccolato fondente.

  • Incorporare frumento e crema di ricotta

Una volta bollito il grano e preparata la crema di ricotta, possiamo completare la nostra cuccia. Scoliamo bene il nostro grano bollito ed incorporiamolo gradualmente alla crema di ricotta. Versiamo il composto in delle piccole ciotole e guarniamo il tutto con una manciata di granella di pistacchio in polvere ed una spolverata di cannella.

  • Decorare e servire la cuccia

Per dare un aspetto più gradevole alla nostra cuccia, prima di portarla a tavola, liberiamo la nostra fantasia e decoriamola a piacere con la frutta candita.

Storie di Cuccia:

Come per tutti i piatti della tradizione, anche la cuccia di Santa Lucia rievoca nella nostra mente sensazioni, ricordi e profumi di un tempo lontano, facendoci tornare ancora una volta un po’ bambini. Come promesso nel post pubblicato sulla nostra fan page di Facebook di tre giorni fa, ecco a voi le storie di alcuni fan che hanno voluto condividere con noi i loro ricordi!

Ve lo ricordate?

Santa Lucia e le storie di cuccia- Palermo Ristoranti - 3fb

Chiara da Montemaggiore Belsito
Avendo origini strettamente di questa bellissima Terra, ovvero la Sicilia, fin da piccola ho assaggiato questo nostro piatto tipico siciliano di Santa Lucia. È uno dei piatti dalle origini antichissime, a base di grano, che ogni anno, come da tradizione, prepara la mia nonna e ritorna sulle nostre tavole per ricordare che il 13 Dicembre del 1646 giunse nel porto di Palermo, una nave carica di grano ponendo fine alla carestia e quindi per essere consumato in tempo, il grano venne macinato, bollito ed infine mangiato.
Negli ultimi anni, alcuni punti di ristorazione hanno modificato la ricetta con l’aggiunta di crema di latte, ricotta di pecora o cioccolato, ma l’originalità della ricetta sta appunto nel grano bollito con l’aggiunta di sale ed un filo d’olio!
Totuccio da Termini Imerese
Mi ricordo che la preparava sempre mia nonna Maria, la puliva poi la metteva in acqua per almeno due giorni cambiando spesso l’acqua, poi veniva bollita a cottura terminata preparava una crema che noi chiamiamo BIANCOMANGIARE che veniva mescolata con la cuccia e poi metteva le palline colorate di diavoletti, poi la preparava anche come piaceva a me con crema di ricotta e cioccolata, per noi bambini quel giorno era qualcosa di eccezionale un giorno di festa che ormai per molte famiglie non esiste piu’, buon SANTA LUCIA panelli e cuccia e grazie a te di avermi portato a ricordare e rivivere un periodo bello della mia infanzia, un abbraccio affettuoso ciao.
Giuseppina da Termini Imerese
La mia Mamma,dopo averla preparata come descritto dall’amico Totuccio,la preparava a colazione con latte caldo e quadrwtti di cioccolata fondente sciolti dentro! Una delizia. Mia suocera ,invece,la proponeva a Dolce con crema di ricotta fresca,zuccata,cannella e gocce di cioccolato!
Virgilio da New York City
Io mi trovo a New York, ma ogni anno rispetto la tradizione di non mangiare ne pane ne pasta e di mangiare la cuccia! In questo momento sto bollendo il grano che è stato in acqua per ben tre giorni, quando il grano sarà cotto farò una crema a base di ricotta con zuccata, cioccolata e zucchero! Che bontà!

E a te, quali ricordi rievoca la cuccia? Scrivili nel box commenti in basso e condividili con noi!

Posted by PALERMO RISTORANTI

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